Il sonno nei bambini

giorgiaVostro figlio è appena nato, è la vostra gioia, ma… non dorme mai! Oppure ha scambiato il giorno per la notte, e voi siete esausti? Come fare?
Uno dei problemi più frequenti che le mamme di un bambino di pochi mesi incontrano è causato dalla mancanza di sonno e dalla stanchezza: il figlio talvolta non dorme né di giorno né di notte, o trascorre la notte giocando e il giorno dormendo. Quest situazione talvolta può durare anche per diversi anni, e impedisce ai genitori di raggiungere un minimo di ore di sonno sufficienti per riposarsi e affrontare le fatiche della giornata in modo sereno. In questo articolo verrà spiegato il funzionamento del sonno di un bambino e illustrate le possibili soluzioni che i genitori possono utilizzare per aiutare il loro figlio a regolare il ritmo sonno veglia.

I ritmi che regolano il sonno di un bambino sono totalmente differenti da quelli di un adulto. I bambini piccoli hanno un sonno caratterizzato da tempi molto più brevi rispetto al nostro, e organizzati lungo il giorno e la notte. Non distinguono il giorno dalla notte, come tutti i genitori di un bambino piccolo sanno molto bene. Tutto ciò è assolutamente normale. Inoltre, far dormire un bambino che non ne ha voglia è un’impresa sfiancante e inefficace. Dare consigli riguardo al sonno di un bambino, dunque, appare piuttosto difficile. Se un bambino non vuole dormire, non ci saranno azioni adatte a convincerlo. E’ possibile tuttavia cercare di dare qualche suggerimento che potrebbe (dico potrebbe) migliorare la qualità e la durata del sonno del bimbo e la qualità della vita dei genitori.
Il sonno non è uguale durante tutta la notte. Esso attraversa varie fasi, che vanno da un momento iniziale di sonno leggero, durante il quale gli stimoli esterni possono facilmente svegliarci, a un sonno più profondo, per ritornare a un sonno leggero e a brevi momenti di risveglio che si intervallano durante la notte. Di solito questi risvegli non sono avvertiti, un adulto si riprende a dormire con una certa facilità, tanto che la mattina dopo sono completamente dimenticati. Per un bambino invece questi risvegli possono essere più impegnativi: egli vorrebbe riprendere a dormire ma non sa come fare. Spesso il bambino si addormenta in braccio ai genitori, e si risveglia nel suo lettino, senza avere il minimo ricordo di come ci è arrivato.

In questo articolo cercherò di dare delle indicazioni in proposito, nella speranza che i genitori esausti possano trovare quella che appare più adatta alla loro situazione e a quella del loro bambino.

LA DURATA DEL SONNO DI UN BAMBINO
Il bisogno di dormire di un bambino può essere diverso caso per caso, esattamente come per l’adulto. Normalmente, tuttavia, la durata delle ore di un bimbo passa dalle 16 ore di un neonato, alle 11 di un bambino di circa cinque anni. Un bambino molto piccolo tuttavia farà brevi sonnellini durante la giornata, e non riuscirà a dormire per più di cinque ore consecutive. Quando un bambino si addormenta alle nove e si sveglia alle due è perché ha dormito tutta la notte!

RISVEGLI NOTTURNI
Fate attenzione, durante la notte, ai rumori che fa vostro figlio. I neonati mentre dormono spesso fanno rumori che fanno pensare a un risveglio, ma non è detto che sia così. Se vi accorgete che il bambino sta dormendo, lasciate che riprenda il ritmo da solo, non accorrete subito per prenderlo in braccio o coccolarlo. Anche se si trattasse di un piccolo risveglio è importante che trovi da solo la maniera di auto consolarsi. Se invece piange con una certa energia (e vi accorgerete della differenza!) è meglio che andiate subito da lui e lo accudiate. E’ più facile che dopo si riaddormenti serenamente se non urlerà a squarciagola perché voi l’avete lasciato piangere.

E’ inevitabile che il bambino vi svegli molte volte durante la notte. Cercate di affrontare questi risvegli nel modo più sereno possibile e non prendetevela con lui se vi sveglia. L’irritazione è inutile e dannosa e innervosisce anche il piccolo.
Se riuscite, potreste tentare di andare da lui quando è sveglio ma ancora non ha iniziato a piangere, e rassicurarlo senza prenderlo in braccio, parlandogli a voce bassa e lentamente, dicendogli frasi rassicuranti. Ripetete spesso le frasi da dirgli e utilizzatele solo la notte, incomincerà ad associare ciò che gli dite con il momento notturno.
Una proposta sul passaggio dal prenderlo in braccio ogni volta che si sveglia e lasciarlo nel lettino più a lungo viene descritto nel libro di Elisabeth Pantley “Fai la nanna senza lacrime”.
Prendetelo perciò solo quando è sveglio. Non lasciatelo piangere nel lettino da solo! Fatelo con dolcezza, cullatelo, dategli da mangiare, e provate a rimetterlo nel lettino quando non è totalmente addormentato. Può essere che ci vogliano molti tentativi, ma alla fine saranno sempre meno e la cosa sarà sempre più facile.
Potreste allestire uno spazio tutto per voi da utilizzare durante la notte, in modo che anche per voi il risveglio sia un momento sereno: una sedia a dondolo se l’avete, una poltrona, cuscini comodi, un tavolino con fazzoletti, una lampada con una luce morbida, biberon e tutto ciò che può esservi utile.

LA FAME
Un neonato si sveglia il più delle volte perché ha fame. Dopo circa quattro o cinque ore, per un bimbo di pochi mesi tutto ciò è assolutamente normale. La cosa migliore da fare, in questo caso, è proprio quella di dargli da mangiare. Può essere che la notte mangi semiaddormentato, e se viene allattato al seno si riaddormenti dopo aver ciucciato pochi minuti, senza aver mangiato a sufficienza. E’ naturale dunque che si svegli dopo poche ore. Se riuscite, fategli fare una poppata completa, dormirà probabilmente più a lungo.

I CONSIGLI DEGLI AMICI “ESPERTI”
Tutti cercheranno di darvi consigli a proposito del sonno, del cibo, dell’abbigliamento, dei giochi, ecc. Il mio suggerimento invece è: informatevi! Leggete dei libri, parlate con persone competenti (medici, psicologi). La mamma che ha avuto più figli non sempre è quella più adatta a risolvere i vostri problemi.
Di fronte a queste situazioni ritengo che la cosa migliore sia quella di ascoltare tutti, ringraziare con gentilezza, e poi fare di testa propria. Solo voi trascorrete la notte con il vostro piccolo.

QUALCHE TRUCCO PER UN BAMBINO PICCOLO
Se il vostro è un bambino che si addormenta in braccio, continuate pure a farlo. Poi però, quando si è addormentato, mettetelo nel suo lettino. Spesso questi bambini sono molto sensibili, si svegliano appena cambia la temperatura o a causa del riflesso di Moro (il bambino allarga le braccia e si sveglia di soprassalto quando viene appoggiato al letto). Se succede così, provate ad avvolgerlo con un lenzuolino mentre è fra le vostre braccia, può essere che questo stratagemma lo aiuti a non svegliarsi Quando lo rimettete a letto, mantenete il contatto con le vostre braccia ancora per un po’, e cullatelo.

LE BRUTTE ABITUDINI
Talvolta capita che i genitori, per cercare di favorire il sonno, permettano al figlio di dormire lungo tempo in braccio, o di addormentarsi mentre succhiano seno o biberon. Queste sono abitudini dure da togliere. E’ naturale che il bimbo poi faccia fatica ad adattarsi a modalità differenti!

Cercate di metterlo a letto quando non è ancora profondamente addormentato, ma nel momento in cui è nella fase iniziale del sonno. Se non si addormenta e protesta, provate a parlargli, a rassicurarlo, e se proprio è necessario, riprendetelo in braccio e riprovate. Non ha senso lasciarlo piangere nel lettino da solo.

DISTINGUERE IL GIORNO DALLA NOTTE
Può essere utile fare in modo di aiutarlo a distinguere il sonno diurno da quello notturno, per favorire il passaggio ad un sonno più lungo durante la notte.
Potreste per esempio far precedere il sonno notturno da qualche rituale che si ripeta tutti i giorni: un bagnetto o un pigiamino, una canzoncina particolare, delle parole utilizzate solo la sera.
Se ne avete la possibilità potrebbe essere utile durante il giorno farlo dormire in due lettini differenti, o farlo stare in una stanza illuminata dove può sentire i rumori della casa.
La notte, se si sveglia per bere con il biberon, cercate di tenere tutto pronto, in modo che il bambino non si debba svegliare del tutto e possa riaddormentarsi appena ha finito la poppata. Parlategli a voce bassa, con frasi brevi, fate movimenti lenti, tenete luci soffuse. In questo modo inizierà a differenziare il sonno notturno da quello diurno.

I SONNELLINI DIURNI
Se il bambino tende a dormire troppo durante il giorno potrebbe essere utile fare in modo che i sonnellini diurni siano più brevi, provando a svegliarlo nel momento in cui passa alla fase leggera del sonno. Se dorme profondamente sarà molto difficile svegliarlo e in ogni caso sarebbe per il piccolo un momento molto sgradevole, ma quando il sonno è più leggero potreste riuscirci. Fatelo comunque con dolcezza e coccole. Qualche massaggino, un cambio di pannolino, un po’ di carezze della mamma potrebbero aiutarlo a svegliarsi in modo sereno.

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